Diamo avvio qui, non sapendo se ne daremo mai conclusione, ad una serie di appunti che seguono una rilettura continuativa, a 125 anni dalla nascita, di Jorge Francisco Isidoro Luis Borges Acevedo, per brevità di seguito indicato come Borges.
Gli appunti che seguiranno, lontani dall’essere articoli, sono scritti nella finzione [cominciamo ad entrare nel gioco dell’autore] che qualche seria testata, che certo questa non è, possano pubblicarli con vivo interesse. Testate di indiscussa autorevolezza e pregio come la Literary Review of Hookbar, la rivista Raccontare fondata dalla grecista Arianna Asterione, Nuovi Argomenti o Poesia. Gli appunti sono offerti pensando che la semplicità ingenua di chi scrive possa risultare bonariamente simpatica a chi è del mestiere, sviandolo dalla ricerca della precisione accademica, e rassicurante per i non letterati (se lui può scriverlo allora io posso capirlo, diranno questi).
Si da avvio alla scrittura risollecitati non troppo tempo fa dalla lettura di un articolo che Internazionale riportava traducendo Cody Kommers, Faulty memory is a feature not a bug, apparso il 2 Maggio 2023 sulla rivista on line Nautilus in cui partendo dallo spunto del racconto di Borges Funes, o della memoria del 1942 si esponeva l’idea, attraverso una disamina di aspetti cognitivi e neurologici, secondo cui la memoria (leggi anche comprensione), e una memoria fallace per di più, è fattore importante nel meccanismo della creatività (Misremembreing and forgetting allow for the cognitive flexibility required by imagination). Ecco quindi che l’autore si sente legittimato dalla possibilità di malinteso ed equivoco a scrivere qualcosa di (forse) nuovo ed interessante.





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